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il salario. 93

     Con fortunati auspicii il nerbo accresci.
     Il volgo sciocco (nè il togato volgo
     Forse al volgo minor nemmeno in questo
     30Il passo cede) le sue lodi serba
     Solo a chi gli occhi sfolgorando abbaglia
     Con vane pompe alle presenti turbe;
     D’ogni soccorso povere e deserte
     Indi lasciando la future genti.
     35Oh! la malnata usanza agli avi cara
     Stata pur fosse; e noi tardi nipoti
     Ancora andremmo dell’antica notte,
     Senza guida e conforto e senza speme,
     Fra le tenebre errando egri e confusi.
40Degli organi la tempra e dell’ingegno
     Diversamente il ciel largo comparte
     Nel vario clima alle diverse schiere
     Liete di novi e varïati doni.
     Delle alternate prove e degli alterni
     45Cambi in ciò vedi la ragion riposta,
     Onde l’opra di mille a un tempo e mille
     Con intreccio mirabile soccorre
     All’opera di un sol, che tanti ottiene
     Certi servigi, e vani sforzi evita.
     50E son del cambio validi ministri
     Gl’improntati metalli, e i saldi pegni
     Sotto l’usbergo di non compre leggi,
     Ed il libero voi che al chieder pronto
     Pronto risponde coll’eletta merce.
55Dell’officina fervida la gara
     Ecco s’inizia. I mantici e le incudi
     E i martelli, non men che l’edificio,
     E le vigili cure appresto e reco.
     All’alternar de’ risonanti colpi
     60Il fabbro invito nerboruto; e pronti