Pagina:Senso.djvu/135


il collare di budda 133

— La tracheotomia — rispose il gobbetto.

— La tracheotomia — brontolò con un soffio di voce Gioacchino. — Che cosa è?

— È un taglio lungo la trachea — e il medico mostrava la gola più giù del colletto. — Il pathos eminens dell’idrofobia consiste in uno spasmo laringo-faringeo; non potendo dunque respirare di su, si spacca la gola e si respira più sotto.

Gioacchino inorridiva, ma il medico, senza guardarlo, continuava: — Vero è che alla stretta dei conti si muore ugualmente, strozzati, epilettici, furiosi, con la bava e il sangue alla bocca, ballando come nel delirium tremens il più orribile e infernale dei can-can. —

Il dottore biondo, quello con gli occhiali, mentre i colleghi suoi ragionavano, non aveva fatto altro che togliere dalla libreria dei volumi e scartabellarli e ammonticchiarli sulla tavola. Sfogliandone uno, dopo avere scorso una mezza pagina, si pose a ridere, dicendo: — Sentite, amici, niente meno che l’Encyclopédie, quella del Diderot e del d’Alembert, quella che ha illuminato il mondo. Ecco l’articolo Rage. Rabbia dunque ce n’è di sette sorte: quattro hanno rimedio: per le altre v’ha un riparo soltanto: tuer le chien enragé. E delle medicine questa è amena: “Pigliate il peso di sei scudi di sugo d’assenzio, il peso di due scudi di polvere d’aloe, il peso di due scudi di corno di cervo bruciato, due dramme