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La lotta del «Cristobal Colon» 309

— Era scritto sul libro del destino, donna Dolores, — rispose il lupo di mare con un singhiozzo soffocato.

Depose la marchesa su di un mucchio di cordami e afferrò la ruota del timone, gridando:

— A ventisei nodi!... Sempre carbone nei forni!... —

In quel momento l’Yucatan passava dinanzi alla baia di Guantamano, continuando la sua rapida marcia verso il canale di Sopravvento che separa Haiti da Cuba. Disgraziatamente dinanzi a quella baia stazionavano alcune navi americane onde sorvegliare le mosse della guarnigione spagnuola e bloccare le cannoniere che si trovavano colà rifugiate.

Un transatlantico armato da guerra, che si trovava al largo, s’accorse di quella piccola nave quasi interamente sommersa, ma che pure filava, con una velocità incredibile, e supponendo forse che si trattasse di qualche torpediniera spagnuola sfuggita alla battaglia navale, si pose in caccia sparando un colpo in bianco.

Cordoba, invece di obbedire all’intimazione di fermarsi, si accontentò di alzare le spalle e di mettere la prora del Yucatan verso il sud-est per allontanarsi dalle coste cubane.

La marchesa, accasciata dal dolore, pareva che non si fosse accorta di nulla. Col volto nascosto fra le mani, piangeva in silenzio.

Il transatlantico vedendo che la piccola nave non aveva obbedito, erasi provato a mandare una palla di grosso calibro colla speranza di mandarla a picco con un solo colpo però la distanza era troppo grande perchè quel proiettile giungesse a destinazione.

Quella massa di ferro cadde trecento metri dalla poppa e s’immerse sollevando un grande sprazzo di spuma.

L’Yucatan correva sempre, balzando impetuosamente sulle onde, con un fremito sonoro. La sua macchina funzionava rabbiosamente, con sordi muggiti, pure non riusciva a guadagnare molto sul transatlantico, il quale bruciava carbone all’impazzata, a rischio di saltare in aria.

A mezzodì l’Yucatan si trovava già in mezzo al canale di Sopravvento dirigendosi verso l’isola di Gonave, per imboccare il canale di S. Mare e fuggire lungo le coste meridionali di Haiti.

Già Cordoba sperava di ingannare il transatlantico e di lasciarlo indietro, quando verso il nord vide comparire un’altra nave, la quale si avanzava a tutto vapore.

Mastro Colon, che aveva puntato un cannocchiale per conoscere a quale nazionalità apparteneva, mandò un urlo di furore.

— Nave americana!... — aveva gridato.

Era un incrociatore di seconda classe che veniva forse dalla Florida e che portava probabilmente delle truppe da sbarco pel generale Shafter.

Le due navi avevano già scambiati segnali e correvano addosso al povero Yucatan per prenderlo in mezzo e rovinarlo con un paio di tremende cannonate.