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L’assalto d’El Caney e d’Aguadores 295

Questa fu la sola risposta che ottenne dall’intrepida Capitana del Yucatan.

L’assalto fu tremendo. I tremila americani si rovesciarono con impeto irrefrenabile contro il villaggio tentando di superarne le trincee, ma il fuoco terribile dei cacciatori li arrestò ben presto.

Le colonne decimate, fucilate quasi a bruciapelo, non ostante il numero dei combattenti di gran lunga superiore agli spagnuoli, andarono a fascio prima di giungere ai fossati.

Completamente sbaragliate, furono costrette a ripiegarsi disordinatamente sulla brigata del generale Baters, lasciando il terreno gremito di morti.

L’eroico presidio aveva resistito mirabilmente non solo ma aveva anche vinto quel primo urto.

La lotta non doveva però finire lì. Nuove truppe fresche erano entrate in azione prese dalla brigata Baters.

Il secondo attacco fu più tremendo e più ostinato del primo e anche questa volta i quattro battaglioni, non ostante le loro enormi perdite, riuscirono a ribattere gli assalitori.

Un terzo non fu più fortunato. Gli americani, respinti dovunque, avevano ormai subito dei rovesci completi.

Tutto il campo di battaglia era ingombro di morti e di moribondi. In certi punti vi erano delle vere montagne di cadaveri.

Erano allora le cinque pomeridiane; proprio in quel momento era giunta la notizia che il generale Linares aveva respinto l’attacco dei quattordicimila americani di Shafter infliggendo a loro delle perdite gravissime.

Aguadores era libera ma El Caney non lo era ancora, anzi tutt’altro. Senza un pronto soccorso correva il pericolo di venire presa d’assalto, poichè i cacciatori non ne potevano più.

I cannoni Maxim li avevano più che decimati e quei tre assalti, sebbene respinti, avevano costato dei sacrifici disastrosi.

Alle cinque e un quarto le colonne americane tentarono un ultimo e più impetuoso attacco.

La divisione del generale Lawton, la brigata del generale Baters ed i rough-riders, più di cinquemila uomini, piombarono su El Caney simultaneamente.

I quattro battaglioni non retrocessero. Bruciarono risolutamente le ultime cariche poi si gettarono a baionette calate contro gli yankees impegnando un combattimento corpo a corpo.

Non erano che cinque o seicento, pure la lotta fu lunga e ostinata. Oppressi finalmente dal numero, impotenti a far fronte a tanti nemici, alle cinque e mezza cominciavano a ripiegare.

Il generale Rubio, che si batteva in prima fila come un semplice soldato, visto che la battaglia era ormai perduta e che El Caney stava per venire presa, non volle sopravvivere al disonore della sconfitta.

Raccolta una bandiera caduta di mano ad un alfiere che era