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I misteri dell’Inaccessibile 201


Un’altra mina era scoppiata e questa volta, a quanto pareva, in direzione dei passaggi che poco prima avevano attraversati.

La torcia che teneva in mano il timoniere si era bruscamente spenta ed una profonda oscurità aveva avvolto i due russi ed il cosacco, mentre dall’alto rovinavano altri massi.

— Signor Wassili!... — aveva urlato Rokoff, spaventato.

— Sono vivo, — aveva prontamente risposto l’ingegnere.

— E tu Ursoff?

— Non mi sono bruciato che un po’ di barba.

— Ci ammazzano!...

— Silenzio!... — comandò Wassili. — Lasciamo credere ai nostri misteriosi nemici di essere stati uccisi sul colpo.

Rimanete coricati e non vi muovete. —

Quella seconda e più angosciosa attesa durò per lo meno un quarto d’ora, senza che avvenisse nessun altro scoppio. Anzi un silenzio profondissimo era regnato nell’interno dello scoglio.

— Mi è impossibile di resistere di più, — disse finalmente il cosacco. — Preferisco il fragor d’una battaglia a questa agonia che è più spaventevole della morte.

Checchè debba succedere, io mi alzo e sfido i nostri misteriosi nemici a colpi di fucile!

— Serbate le cartuccie, signor Rokoff, — disse l’ingegnere. — To!... Che cos’è questo fischio stridente?

— Si direbbe la sirena d’una nave a vapore, — rispose Ursoff.

— Che i nostri nemici scappino? — chiese il cosacco. — Accendi una torcia, timoniere, o meglio una delle candele che ho raccolte. —

Ursoff che teneva la scatoletta dei fiammiferi affidatagli dall’ingegnere, preferì dar fuoco ad una delle sue torcie. Rokoff gliela strappò quasi di mano e si precipitò verso una delle aperture circolari che dovevano servire da finestre.

La notte era buia e tempestosa ancora, però potè subito distinguere una massa nera, sormontata da tre fanali, uno rosso, uno verde ed uno bianco, rimbalzare sulle onde che si frangevano intorno alla base dell’Inaccessibile.

Delle scintille volteggiavano in aria, trasportate dal vento.

— Una nave a vapore!... — gridò. — Accorrete!... Accorrete!... —

L’ingegnere e Ursoff, i quali avevano acceso un’altra torcia, si erano affrettati a raggiungerlo.

— Presto, dei segnali!... — esclamò il primo.