Pagina:Salgari - Il Re dell'Aria.djvu/177


Tristan de Acunha 175


— Non sono poi cattive, — disse, dopo d’averne vuotate alcune. — Sanno un po’ di pesce, ma bah! Si possono mandare giù e valgono meglio di quelle dei coccodrilli.

— Forse che avete mangiato anche di quelle? — chiese il cosacco.

— Sì, durante un viaggio che feci, alcuni anni or sono, in Africa.

— Dovevano essere detestabili.

— Non quanto si potrebbe credere; sapevano un po’ di muschio, ecco tutto. —

Mentre chiacchieravano, sorvegliando l’arrosto e alimentando di quando in quando la fiamma con un po’ di grascia, l’uragano andava calmandosi.

Le nubi cominciavano a rompersi verso levante, lasciando passare qualche raggio di sole, mentre le raffiche diventavano sempre più rade e meno impetuose.

L’oceano però si manteneva ancora agitatissimo, specialmente intorno alle isole. Le onde si seguivano sempre impetuosissime, sfasciandosi con violenza estrema contro le spiagge.

Al di sopra dei cavalloni, gli uccelli marini folleggiavano in stormi numerosissimi, e dalle piattaforme del gigantesco scoglio, ne calavano ad ogni istante a battaglioni.

Erano albatros, erano oche marine, rompitori d’ossa, petrelli, rondini marine, polli d’acqua, anitre.

Anche i pingoini scendevano numerosissimi, lasciandosi cadere lungo le pareti rocciose. Ve n’erano di grossissimi colle teste nere, la parte superiore del corpo grigia e l’inferiore candidissima, con due larghe strisce gialle che s’incrociavano sui loro petti; altri invece, molto più piccoli ma non meno chiacchieroni, avevano le penne più oscure sopra e le teste macchiate.

Tutti correvano a sollazzarsi, sulle spiagge, senza spaventarsi delle sassate.

— Le colazioni non ci mancheranno qui, — disse il cosacco, dopo d’aver levato l’arrosto. — Non ho mai veduto tanti uccelli.

— Tutte le isole che s’incontrano nell’Atlantico australe sono ricchissime di uccelli marini, — rispose Wassili. — Non essendo mai disturbati: si moltiplicano in quantità prodigiose.

Ve ne sono alcune che sono gremite alla lettera di pingoini, di sule e di starne.

— E perchè non vengono qui a cacciare tutta questa grazia di Dio?