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i naviganti della meloria 41

dottore. — Guardate, vedo laggiù certi palloni lucenti che mi sembrano dei pesci-luna.

— Poco buoni, signor Bandi. Preferisco le orate.

— Però non li lasceremo scappare.

— Oh no!... In mancanza di meglio si mangiano anche i pesci-luna. Vi è però una cosa che non comprendo.

— Spiegati.

— Perchè devono essersi qui riuniti tanti pesci, mentre finora non ne abbiamo veduti?

— Perchè forse laggiù il canale è chiuso, Vincenzo.

— Sicchè non potremo andare oltre.

— Ve lo dirò più tardi con maggior certezza. Ohe! Giovanotti, allungate un po’ la battuta!

La scialuppa, spinta vigorosamente innanzi, giunse ben presto fra le acque fosforescenti, facendo spruzzare dinanzi la prora miriadi di punti luminosi che dovevano essere prodotti da enormi agglomerazioni di nottiluche, piccolissimi organismi marini dei quali non si sa ancora esattamente se di natura più animale o vegetale e che hanno la forma di una pesca, munita d’una appendice membranosa.

L’acqua, tutta all’intorno, pareva d’argento come se in fondo al canale vi fossero state collocate delle lampade elettriche. In mezzo a quei vividi bagliori, dei pesci nuotavano proiettando a destra ed a sinistra degli sprazzi di luci diverse.

Abbondavano soprattutto le meduse, le pelagie nottiluche, le berenice rosee e le ciclofore, graziosi molluschi che sembrano formati di albume d’uovo o di sottilissima madreperla e che rassomigliano vagamente agli ombrelli aperti, ma che hanno delle splendide tinte azzurrognole o rosee o verdognole.

Ve n’erano delle centinaia e si lasciavano trasportare mollemente dalla corrente, come palloncini luminosi abbandonati alla superficie d’un fiume.

Non mancavano però le pennatule, le lucernarie sfolgoranti di delicatissime tinte, nè tante altre specie di pesci proprie del Mediterraneo, nè i così detti pesci-luna, già prima segnalati dal dottore.

Anzi alcuni di questi grossi e rotondi abitatori del mare, vennero a volteggiare attorno alla scialuppa, agitando le loro lunghe pinne e mostrando i loro strani becchi.

Uno, più grosso di tutti, osò perfino alzare la testa fuori dall’acqua per meglio osservare padron Vincenzo che stava a prora, colla fiocina alzata, pronto a lanciarla.

— Pare che vi aspetti, Vincenzo — disse il dottore. — Giù un buon colpo.

Non aveva ancora finito la frase che già il pesce si contorceva sotto le punte acute della fiocina del pescatore.

Michele e Roberto avevano abbandonati i remi onde aiutare il fortunato e abilissimo pescatore.

Il pesce, quantunque già ripetutamente colpito e benchè perdesse