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78 capitolo decimo


Il capitano le indicò al macchinista, dicendo:

— Andremo a riposarci lassù; nessuno verrà di certo a disturbarci.

— Prenderemo terra? — chiese Fedoro, meravigliato.

— E perchè no? — rispose il capitano. — La notte è stata creata per dormire, dicono i cinesi, e quando il sole tramonta tutti gli uccelli interrompono i loro voli e si cercano un rifugio. Noi, che siamo i figli dello Sparviero, faremo altrettanto, signore. Il paese d’altronde mi sembra deserto e le guardie della muraglia non oseranno venirci a cercare. —

Lo Sparviero, aiutato dalle due eliche orizzontali, s’innalzava gradatamente, volando sopra folte boscaglie di pini, di querce e di lauri, e a profondi burroni in fondo ai quali si udivano scrosciare impetuosi torrenti.

Giunto sulla prima vetta, che appariva piana e ingombra solamente di cespugli assai bassi, che l’oscurità non permetteva bene di discernere, descrisse un ampio giro, poi cominciò ad abbassarsi lentamente, tenendo le immense ali alzate e lasciando solamente funzionare le eliche orizzontali.

Cinque minuti dopo il fuso si coricava dolcemente fra le piante, senza alcuna scossa.

— Ditemi se con un aerostato si sarebbe potuto discendere in questo modo, — disse il capitano.

— No, signore, — risposero a una voce Fedoro e Rokoff.

— Ciò vuol dire, adunque, che il mio Sparviero è superiore a tutti i palloni più o meno dirigibili e a tutte le macchine volanti finora inventate.

— Dobbiamo ammetterlo senza riserve, — disse Rokoff, con entusiasmo.

— Verrete con me? Mi annoiavo di essere solo o quasi.

— Non vi lasceremo, se così vi piace.

— Macchinista, accendi il fuoco in mezzo a questi cespugli profumati e preparaci un buon pranzo. Abbiamo ancora alcune bottiglie di brodo di coda di kanguro che abbiamo preparato in Australia e che ci daranno una zuppa eccellente.

— Del brodo che viene dall’Australia! — esclamò Fedoro.

— Gelato a quaranta gradi sotto zero, — rispose il capitano, ridendo. — Sarà squisito, ve lo assicuro, quantunque messo nella mia ghiacciaia venticinque giorni or sono. Abbiamo anche dei pasticci, della carne di montone, del bue, dei puddings e anche dello champagne, che salterà ben alto.