Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/24

22 capitolo xv.


CAPITOLO XVI.

Una miniera di carbone che arde.

L’indomani, 13 Dicembre, al primo chiarore che entrò nel gigantesco cono, i quattro avventurieri lasciavano l’isolotto per continuare la perlustrazione cominciata il dì innanzi.

La temperatura era ancora elevata, e dalla grande galleria meridionale usciva ancora un fumo nero e puzzolente che elevavasi lentamente verso il cratere del vecchio vulcano. Senza dubbio l’incendio continuava sul fiume di scarico e forse ad una grande distanza.

Attraversato il lago, gli esploratori arenarono il battello in un piccolo ma grazioso seno formato da due altissime rupi. Accesero le lampade e munitisi di picconi, di una pentola e di una certa quantità di viveri, salirono la costa che in quel luogo era molto erta.

— Dove andiamo? chiese Burthon.

— Sempre verso l’est, rispose l’ingegnere guardando la bussola che mai abbandonava.

— È in questa direzione che sperate di trovare il carbone?

— Sì, e ti assicuro che lo troveremo. In cammino, amici.

La via era tutt’altro che buona. C’erano qua e là degli immensi accumulamenti di dejezioni vul-