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138 f. ed e. gnecchi


2. Grosso (gr. 2.040). — 2a Var. n. 2-6.

D/ — Come il precedente. Sopra la biscia un cerchietto.
R/ — S • AMBROSIVS • NOS • Il Santo, c. s., senza i due b nel campo.
Coll. Osnago. Arg. R3 L. 40.

3. Grosso (gr. 2.350). — 3a var. n. 2-6.

D/ – + HESTOR • VICECOMITES • (sic) MODVITE • & • C • Biscia, c. s.
R/ - S AMBROS NOSTER. Il Santo, c. s.
Coll. Gnecchi. Arg. R.3 L. 40.


    ai nostri giorni e delle quali, per alcuni secoli, non si sospettò mai l’esistenza. Comunque sia, ci sembra certo, che se le monete di Estore solo non furono lavorate materialmente in Monza, lo furono certamente in qualche località vicina, e che in ogni modo quelle monete furono battute per la Signoria di Monza ed esclusivamente nell’epoca in cui Estore aveva il dominio di quella città.
    Infatti tutte le monete col solo nome di Estore non portano che il titolo di vicecomes modoetie, o, talvolta, quello di dominvs modoetie, ma non mai quello di dominvs mediolani. Se quelle monete fossero state battute a Milano, non sarebbe certo mancato quest’ultimo titolo di ben maggiore importanza. Si aggiunga a ciò la relativa minore rarità delle monete di Estore solo, che non di lui associato con Giancarlo, o di Giancarlo solo. Secondo l’opinione dell’amico nostro cav. Gavazzi, l’effigie di Sant’Ambrogio, che si riscontra nei grossi di Estore, va ascritta all’intenzione di far conoscere le sue monete altrove che a Monza, e sopratutto a Milano, dando loro una certa quale somiglianza colle monete milanesi di Giangaleazzo e Giovanni Maria. Il signore di Monza aveva tutto l’interesse di farlo. Notiamo intanto che nelle monete di Estore solo, le leggende intorno a Sant’Ambrogio variano da quelle dei signori e duchi milanesi, precedenti o contemporanei. In queste abbiamo semplicemente s. ambrosivs, mentre Estore mette sovente s. ambrosivs noster, Oppure s. ambrosivs noster patronvs. Queste due varianti hanno una certa importanza: si direbbe quasi che Estore col chiamare Sant’Ambrogio nostro, o nostro patrono, lo assumesse come nuovo patrono di Monza, o della piccola signoria di quel perimetro. Né era affatto fuor di luogo il farlo, poiché, se S. Giovanni Battista é il patrono della città di Monza, Sant’Ambrogio lo è della Diocesi di Milano, da cui Monza dipendeva e dipende tuttora.
    Così Estore, con un ingegnoso ritrovato, si studiava di diffondere le sue monete di bassa lega, facendo un buon affare. Se vi avesse posto l’effigie di S. Giovanni Battista, il giuoco non gli sarebbe riuscito.