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524 giuseppe ruggero

mai esistita, e che il Gandolfi avesse mal letto una delle solite petachine col N. XXI. D’altronde se il disegno è esatto, bisogna dedurne che l’originale fosse difettoso o ribattuto, come lo indicherebbero la doppia rosa al diritto ed il doppio c del conradvs al rovescio. Non aveva creduto conveniente di comprendere le due monete nelle tavole descrittive delle monete Genovesi1, perchè eguali alle solite monete di t.c. dvx xxi sebbene col numero sbagliato, e per giunta mal conservate. Ora più che mai ho dovuto compiacermi di tale esclusione.

Dopo aver eliminato queste anomalie, sarà bene di riepilogare quelle che rimangono, distinguendole a bella prima in due specie, intenzionali ed accidentali.

Le prime si riducono a due sole fino ad ora conosciute e constatate con sicurezza. Quella del Doge Raffaele Adorno che ha monetato con i due numeri XXII e XXIII, cambiamento che non si può attribuire che ad un atto volontario dello stesso Doge2. L’altra del Doge Ludovico di Campofregoso col N. XXVII, non avendo egli voluto riconoscere il dogato di Prospero Adorno, che con tale numero si era segnato.


  1. È ultimata la stampa di queste tavole, ed ora è in corso quella degli allegati alle stesse, che complessivamente formano il vol. XXII degli Atti della Società Ligure di S. P.
  2. Vedi Annot. l’(Palermo, 1881), alla quale tuttavia devono farsi due correzioni. 1°, a pag. 29, citando il N. 669 del Catalogo Franchini, del Sambon, io ammetteva che fosse del Barnaba Adorno sulla fede del Gazzo. È invece del Raffaele, come risulta dai mss. dell’Avignone e del Franchini stesso. Non si conoscono adunque fino ad oggi monete del Barnaba, né abbiamo molta speranza di rinvenirne, per aver egli durato in carica 26 giorni soli. 2°, la moneta segnata al N. 660 dello stesso Catalogo come un ottavino, è invece una quartarola.