Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/386



È davvero esistita la zecca di Mesocco ?...




I.


È opinione degli storici e dei numismatici, che sul cominciare del secolo XVI Gian Giacomo Trivulzio abbia aperta una zecca in Mesocco e che ivi pure lavorasse l’abbiatico suo Gian Francesco sin verso il 1526, anno nel quale, distrutta quella rocca dai Grigioni, la zecca Mesolcinese venne trasportata in altro borgo della valle.

Noi però, basandoci su notizie e documenti inediti, crediamo poter dimostrare che quella zecca non è esistita; ma che altrove e prima dell’epoca sin ora creduta, aveva Gian Giacomo impiantata la sua officina monetaria.

Vediamo come si formò la leggenda di questa zecca.

Il Muratori1, primo investigatore scientifico di numismatica italiana, attribuì a Vigevano le poche

  1. L. A. Muratori, Antiquitates Medii Aevi. Tomo II, col. 747 e seg. Mediolani, 1737-42. Prima di lui però, il cronista Egidio Sacchetti, nel De Viglevano Encomium. Mediolani, 1596 ap. haer. I. B. Colonii, aveva asserito: «Jacobus Trivaltius Viglevani nummos aereos argenteosque percuti jussit cuius generis etiamnum sunt apud Cives».