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GIACOMO BANNISSIO




(Tav. VI, N. 1).


Nei Médailleurs Italiens dell’Armand, che voglionsi riputare l’opera più dotta non solo, ma la più completa intorno alle medaglie, coniate dagli artefici italiani ne’ secoli XV e XVI, io ho cercato indarno notizie e ragguagli d’un cimelio de’ primi anni del cinquecento; ho cercato indarno l’illustrazione d’una medaglia, la quale fa parte della collezione numismatica del Museo Civico di Vicenza. Il suo diametro è di sessantotto millimetri e il conio di così squisita fattura da gareggiar, se non erro, con le opere degli artefici più insigni del secolo XVI. Nel diritto raffigurasi il busto d’un uomo nel pieno della virilità, senza barba, vestito di pelliccia, coi capelli lisci e la testa coperta di berretto. Vi si legge all’ingiro: IACOBVS • BANNISSIVS • DALMATA • CAES • MAX • A • SECRETIS • Rappresentasi nel rovescio l’imperatore Massimiliano in trono, coperto da baldacchino e fregiato in un fianco dall’aquila a due teste. Ha la corona in capo, lo scettro nella destra, il globo, sormontato dalla croce, nella sinistra, e i piedi poggiati, quasi in atto di conculcazione, sovra un leone scoraggiato e dimesso. Stagli, prostrato davanti, un individuo in toga che ha tra le mani un diploma spiegato. Il campo è circondato dalla leggenda: DIVVS • MAX • DIVI • FRI • F • ITAL • GERMA • GALL • PANNONI • MAXI •