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i medaglisti del rinascimento alla corte di mantova 451

che segue, diretta alla marchesa, in cui si parla di tondi eseguiti dal Cavalli.

“Ill.ma et Ex.ma Mad.a nostra semper obser.ma — In execucione de una de V. Ex. siamo andati da M.ro Zohane Marcho Cavallo aurifice et habiamo habuto da lui li tondi cum quelle littere che richiede V. Ex. da lui et li habiamo voluto darli al cavalaro mandato qui a posta da V. Ex. et lui non lheà voluto portarli, si che li mandiamo per Capono per satisfare alla mente de quella (alla) quale de continuo et sempre se raccomandamo.”

“E. Illma D. V.”

“fidmi Ser.res Thomasinus de Litulfis
et Ludovicus de Rescaciis, ibdm locumt.tes
D. potest. Viteliane”1.

Forse in compenso di questo lavoro ebbe l’autorizzazione di poter coniare in zecca centocinquanta ducati di bagattini di rame senza pagare alcuna tassa2; ed è probabile che di li a non molto Gian Marco abbandonasse affatto l’esercizio della sua arte perchè dopo questo anno l’archivio Gonzaga non offre più su di lui alcun documento.

Le ultime notizie del Cavalli non vanno oltre il 1504; in quest’anno egli è nominato fra i testimonii

  1. Arch. Gonzaga di Mantova. Cart. interno. — Lettera senza data, ma che porta a tergo questa nota della segreteria marchionale: “1503, Viadana”
  2. Arch. sudd. Libri dei mandati.
    “Pro Io. Marco Caballo. — Mandato etc. concessum est Joanni Marco Oaballo de Vitelliana posse licite et impune in ceccha predicti domini nostri cudere seu cudi facere tot obolos vel ut vulgo dicitur bagatinos eneos marchionali nota, quot capiant summam ducat. centum quinquaginta, nulla prorsus cecche predicte soluta honorantia, quoniam de ea a predicto lll."** D." nostro liberam consecutus est donationem contrariis etc. — Egidius Spaniolus cane, mandante D."o relatione sp. D. Ptolomei secret, script. XXI Junij MOm, — Antimacus.”