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i medaglisti del rinascimento alla corte di mantova 437


R/ — SVPEREST • M • SPES • — ANTI.
Figura di donna nuda alata stante sopra una prora di nave tirata sull’onde da due cavalli alati, a sinistra; la donna ha nella destra un’ancora e nella sinistra una vela stracciata; dietro di lei si vede l’albero della nave rotto; sulla prora v’è il motto MAI • PIV1.

(Tav. XII, N. 5).


Specialmente la prima e l’ultima di queste medaglie rivelano nel loro artefice un talento ed un merito non comune e sebbene abbiano assai spiccato il carattere di imitazione dall’antico non possono tuttavia essere classificate copie servili come ad esempio quelle di Nicolò di Forzore Spinelli.

Le placchette attribuite all’Alari sono soltanto due: essendo però poco tempo che l’attenzione degli studiosi si è rivolta a queste piccole produzioni artistiche, è credibile che un più accurato esame delle collezioni fatto con criterii stilistici positivi, possa accrescere anche per questa parte l’opera dell’Antico2. Darò intanto la descrizione delle due accennate, secondo il Molinier:


  1. Rappresentazione imitata dall’antico; la descrizione che ne dà l’Armand è mancante di parte delle leggende.
  2. Alcune placchette, che non so se debbano dirsi dell’Antico, sono descritte nell’inventario di Gian Francesco, già rammentato, e sono le seguenti:

    “Una casseta senza copergio cum infrascripte cose dentro.
    “Due figurete de metalo.
    “Dui tondi cum certe figure suso.
    “Uno sancto Hieronymo.
    “Uno sancto Sebastiano.
    “Una nostra dona cum una nuntiata (sic.)
    “Una figura in su uno tondo.
    “Due stampete cum foglie suso.
    “Uno quadreto cum due portete sue.
    “Due altre stampe te cum due figure su, tute de bronzo et rame.
    “Uno quadreto cum multe figure su, de metale.
    “Uno tondo cum figura de veghio suso.