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appunti di numismatica romana 295

galvanoplastica, simile intendo per gli effetti; come potessero cioè prima o dopo della coniatura mettervi una superficie così sottile d’argento, che permettesse al bronzo di ricevere l’impronta del conio con tutta perfezione. Secondo, come tale argentatura possa essere scomparsa completamente in modo da non lasciare più la minima traccia di sé in nessuno degli esemplari che ci sono pervenuti. E credo difficile provare queste due cose.

Faccio seguire a questa nota la descrizione di 16 piccoli bronzi della mia collezione, che mancano al Gabinetto di Francia e quindi al Cohen. O queste sono vere monete, come io le credo, e in questo caso, come di qualunque altra categoria di monete, è bene se ne conosca il maggior numero possibile; o non hanno alcuna importanza, come riteneva Cohen, e allora non vedrei per quale scopo si pubblicarono quelle del Gabinetto di Francia.

Dalla descrizione che segue si vedrà che, se la massima parte di questi piccoli bronzi sono la fedele riproduzione di denari d’argento, ve ne sono però alcuni che presentano alcune varianti. Questi potrebbero essere stati coniati solamente in bronzo; ma potrebbe darsi egualmente che esistessero, quantunque a noi ignoti, i corrispondenti denari d’argento.

ANTONINO PIO.


1. D/ — ANTONINVS AVG • PIVS P • P •
Testa laureata a destra.

R/ — COS • IIII •
Fulmine su di un trono.
(Conio del danaro d’argento descritto al N. 186 di Cohen).

2. D/ — IMP • CAES • T • AEL • HADR • ANTONINVS • AVG • PIVS P • P •
Testa laureata a destra.