Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/312


appunti di numismatica romana 279

numismatica di Trajano, ha però il suo perfetto riscontro in un rarissimo gran bronzo di Nerva descritto al N. 116 di Cohen. I rovesci dei medaglioni asiatici si aggirano tutti in una cerchia assai ristretta di rappresentazioni e di leggende. Queste si limitano ordinariamente ad una data, — i pochi medaglioni asiatici di Trajano non hanno che le due leggende: cos . ii o tr • pot . cos . ii, e così a un dipresso sono quelle dei medaglioni consimili di Nerva ed Adriano, — mentre le rappresentazioni non offrono in generale che simboli generici, come il fascio di spighe, l’aquila legionaria e le insegne militari, o la personificazione della Pace, della Fortuna, di un fiume, ecc. oppure un tempio o una divinità, quale Giove, Cerere, Cibele, Esculapio, Pallade, Nettuno, il più sovente poi la Diana d’Efeso rappresentata sotto diverse forme. — Ma non danno mai una rappresentazione di carattere decisamente romano, come invece la troviamo nel medaglione sopra descritto. La rappresentazione dell’Imperatore e di un senatore e la relativa leggenda providentia senatvs sono quanto di più romano si può immaginare e il medaglione perciò deve indubbiamente essere uscito dalla zecca di Roma.

L’ultimo indizio finalmente è, come abbiamo accennato, il peso, il quale raggiunge i grammi 15,600, mentre nessuno dei medaglioni d’argento coniati in Asia supera quello di 10 grammi.

Detto medaglione sarebbe quindi il secondo conosciuto di Trajano come di conio romano, il primo essendo quello col rovescio di carattere egualmente romano adventvs avg. descritto al N. 1 del Cohen, già appartenente al medagliere del duca di Blacas, ora al Museo Britannico; colla sola differenza, che quest’ultimo riproduce per tipo e per dimensione