Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/310


appunti di numismatica romana 277

terla con sicurezza leggere e classificare; e una moneta nuova e sconosciuta, per quanto male conservata è sempre preferibile a un fior di conio noto a chichessia, nello stesso modo che una nuova cristallizzazione di nessun valore venale e di nessuna apparenza esteriore ha maggior pregiò agli occhi del geologo naturalista, che non la più superba gemma di Golconda.... Certo sarebbe troppo pretendere che tale preferenza fosse condivisa dalla bella dama che aspira a farsi un vezzo...; ma noi dobbiamo nel caso nostro, poco gentilmente e poco galantemente è vero, imitare l’esempio del primo e non quello della seconda!

E chiudendo così il breve preambolo, eccomi a presentare i nuovi medaglioni.

TRAJANO.

MEDAGLIONE D’ARGENTO DI CONIO ROMANO.

(Diam. min. 27, — peso gr. 15.600).


1.° Dopo il N. 3 di Cohen.

D/— IMP • CAES • NERVA TRAIAN • AVG • GERM • P • M •
Testa laureata a destra.

R/ — PROVIDENTIA SENATVS
Trajano e un senatore di fronte ambedue togati sostengono insieme un globo. L’imperatore che sta a sinistra tiene uno scettro.

(Tav. VII, N. 1).


I Medaglioni imperiali d’argento, incominciando da Marc’Antonio e scendendo fino a Settimio Severo sono nella grandissima maggioranza, o diremo addirittura quasi tutti coniati in Asia. — E sono abbastanza comuni, mentre quelli di conio romano sono