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216 ambrosoli - di una monetina trivulziana con s. carpoforo

È insomma fuor di dubbio che a Mesocco vi era una chiesa di S. Carpoforo, de Sorcastello, “sopra il Castello”; ed allora, a nostro avviso, dovrebb’essere quella chiesuola di cui si veggono gli avanzi fra le rovine stesse del Castello. Essa è quasi interamente diroccata, ma ne rimane intatto il campanile. Il nome se ne è perduto, e viene comunemente chiamata la “chiesa del Castello”1.

Si noti che nella intera diocesi di Coira non si ha notizia che di un’altra sola chiesa dedicata a S, Carpoforo, ed è quella di Trimmis presso Coira2 la qual chiesa nell’anno 958 venne donata a quel vescovato da Ottone I3.

In base a questi documenti ed a queste considerazioni, non esitiamo ad attribuire alla zecca di Mesocco la singolare monetina con S. Carpoforo da noi pubblicata4; poiché S. Carpoforo era venerato in Mesocco, ed anzi doveva esservi particolarmente venerato, se la sua chiesa solleva nel Castello medesimo, come speriamo di avere dimostrato.



  1. V’ha bensì chi dice che questa cappella del Castello di Mesocco fosse consacrata a Santa Caterina, ma crediamo che ciò provenga dal confonderla con un’altra antica cappella che si trova a poca distanza dal Castello, e nella quale ò appunto raffigurata quella santa.
    In una vecchia immagine di devozione, incisa da un tedesco di Augusta, “Vero Ritratto della B. V. Maria Miracolosa Appresso il Castello di Mesoco in Valle Mesolcina”, si vede, in alto, un quadro rappresentante la Vergine col Bambino e Santa Caterina (dal dipinto che si conserva tuttora a Mesocco), e in basso una veduta del Castello, della chiesa di Santa Maria, e della cappella dedicata a Santa Caterina.
  2. Nüscheler, Die Gotteshäuser der Schweiz, I, Bisthum Chur, 189.
  3. Mohr, Codex diplomaticus ad historiam Raeticam, I, pag. 75-76.
  4. Che, pei buoni uffici del sig. Giacomo Cavallini di Chiasso, ha potuto essere acquistata dal Gabinetto Numismatico di Brera.