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i medaglisti del rinascimento alla corte di mantova 169

Morto nel 1496 il suo protettore Gian Francesco Gonzaga, l’Antico si recò per qualche tempo a Mantova, ove probabilmente lavorò pel marchese: infatti ottenne da lui sulla fine di quell’anno una lettera di famigliarità e sul principio del susseguente 1497 venne inviato a Roma con uno speciale incarico. Il marchese Francesco lo aveva provvisto di parecchie raccomandazioni e in modo particolare ne aveva scritto al protonotario apostolico Lodovico Agnelli; ed essendo questi noto, come appassionato raccoglitore di antichità,1 si può credere che il nostro artista si sia recato colà a comperare o fors’anche soltanto a esaminare oggetti antichi.

Da Roma l’Antico scrisse al marchese, pieno di entusiasmo per le belle cose che vi aveva veduto2:

  1. Il protonotario Agnelli si incaricava anche di trovare oggetti d’arte per la marchesa Isabella, alla quale Tolomeo Spagnoli scriveva da Boma in data 22 febbraio 1497:
    br/> „ Ho visitato in nome di la S. V. il prothonotario Agnello et factoli la ambasiata sua: lui mi risponde che di continuo pensa in adornare il camerino de la S. V. et che l’ha per la mane certa cosa, che è de le belle, non solum di Roma, ma del mondo. „ — (Arch. Gonz.; Carteggio di Roma).
    br/> Non ho trovato che cosa fosse questa rarità; ma l’anno successivo in una lettera della marchesa Isabella si fa menzione dell’invio di un braccio di bronzo:
    br/> „ Dno Electo Cosentino. — M. Hanibale vostro fratello ne ha presentato el brazo di bronzo, qual per desiderare nuy molto copia de antiquità per ornare uno studio principiato, non poteressimo bavere hauto cosa più grata et se non l’havevimo richiesto liberamente alla S. V. restassimo per modestia, existimando che quello piaceva a nui dovesse etiam piacere al compagno, ma havendocelo sua sponte mandato, tanto più lo gratificamo et gli restamo cum magiore obligo. Mantue, 7 martii 1498 „. — (Arch. Gonz.; Copialettere della marchesa).
  2. Vedi la lettera pubblicata dal Gaye e dal D’Arco, loc. cit.; questo ultimo la suppone erroneamente scritta da Cosenza.