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di Mitradate il grande. — Al settimo periodo, nel quale il peggioramento dell’arte diviene ancor più rapido, appartengono tutte le monete imperiali da Augusto sino a Gallieno.

La parte seguente dell’introduzione si occupa delle leggende delle monete greche ne’ diversi tempi e sopratutto dei nomi de’ magistrati e de’ loro titoli, che l’autore cerca di rilevare insieme alla natura del loro ufficio citando, ove ne sia il caso, la corrispondente voce latina. Egualmente egli dà un cenno storico dei giuochi pubblici e delle feste religiose, dividendoli per le loro attinenze colle monete dell’età imperiale in otto classi ed enumerando le epigrafi che ne fanno menzione. Illustra pure i titoli e gli epiteti applicati alle città durante il dominio di Roma, annovera le monete battute in comune da due o più città e giusta le loro rappresentazioni aggruppa quelle cosidette coloniali.

Nella descrizione dei prodotti delle singole zecche l’autore s’attiene all’ordine topografico generalmente in uso, incominciando dalla Spagna e dalla Gallia e proseguendo per l’Italia, la Sicilia, la Macedonia, la Tracia, la Grecia propriamente detta, il Bosforo, la Colchide ed il Ponto, per le regioni dell’Asia Minore, per la Cappadocia, l’Armenia, la Siria, la Mesopotamia, la Persia, l’India, l’Egitto, la Cirenaica, la Numidia e la Mauretania. Ad ogni regione ed agli stati più importanti egli fa precedere l’indicazione della letteratura di maggior interesse, e dei concisi cenni storici intorno all’attività monetaria in relazione colla topografia, col commercio e colle vicende politiche. Come già fece in generale nell’introduzione, così anche nel corso dell’opera egli determina il sistema metrologico sul quale si basano le varie specie di monete ed indica il peso degli esemplari di elettro, oro ed argento e le dimensioni di quelli di bronzo, adducendo, ovunque la chiarezza il richieda, particolari dati sul peso monetario e sui suoi rapporti cogli altri sistemi, come a mo’ d’esempio quando tratta delle monete dell’Italia, esamina pure quello dell’a5 grave nella sua origine, sviluppo, divisione ed alterazione, secondo le teorie svolte dal Mommsen e dal Bahrfeldt nelle loro opere sulla moneta di Roma. Per le province in cui l’attività monetaria fu lunga ed estesa, l’ordine cronologico viene reso evidente da speciali prospetti. Con non minore esattezza