Pagina:Rime (Andreini).djvu/240

228

     E da l’istesso prende
     Consiglio come deggia,
     E di quai fiori ornar la bionda chioma;
     Onde l’azurro al bianco,
     O ’l perso al giallo opposto, ò ’nsieme unito
     Esca soàue porga
     Sol’ à questi occhi miei;
     Che di piacer à gli occhi altrui non brama.
     Così sol co’ tesori di Natura.
     Di Natura i tesori adorna, e terge:
     Poi lieta, e vezzosetta
     Il mio venire aspetta;
     Ed io, ch’altro non bramo
     Non già di seta, ò d’ostro il fianco cingo;
     Ch’ella ciò non desia:
     Ma de la pura lana
     Di quell’istessa Greggia,
     Che mi dona feconda
     I propri figli, e ’l latte sol mi vesto;
     E quasi al ballo io me n’andassi adorno
     Me n’ vò ratto là dove
     Secura ella m’attende;
     E sol del suo bel volto
     Pasco il digiun del core.
     Ella d’un bel rossor segno di gioia
     Amorosa s’accende;
     Vagheggia vagheggiata.
     Felice Povertà, vita beàta.
In duo petti un sol core
     Di piacer nutre Amore.
     Di piacer tal, che ’n terra
     Altro non gli s’agguaglia.


Co’