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Camera dei Deputati — 81 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



precedenti. Il generale Musumeci assume l'incarico di capo dell'ufficio controllo e sicurezza e la segreteria generale del SISMI all'epoca di Santovito. Di particolare interesse ai nostri fini la figura di questo ufficiale, che non solo troviamo accanto al generale Santovito ma che, secondo attendibile testimonianza, mentre dipendeva dal comando della XI brigata in Roma era in stretta frequentazione con il generale Palumbo — presso la I divisione in Milano — dal quale non dipendeva gerarchicamente. Il contatto tra il Palumbo ed il Musumeci, al di fuori dei rapporti gerarchici e delle strette esigenze di servizio, denota una consuetudine di legami e di interessi comuni che, considerato unitamente al dato relativo alla circostanza che gli stessi nominativi di iscritti alla loggia si trovano sempre assegnati a destinazioni comuni, segnala alla nostra attenzione una rete di interessi e di legami che corre parallela ai normali vincoli gerarchici.

Per il generale Santovito vi è anche da osservare che egli continua, pure dopo il 17 marzo 1981, a tenere stretti rapporti con ambienti massonici e con ambienti che possono configurarsi come continuatori dell'opera della Loggia P2: significativo a tale riguardo è il suo rapporto con Francesco Pazienza e il potere da costui assunto all'interno del SISMI, a documentare il quale esistono precise ed inequivocabili testimonianze.

Va rilevato, come osservazione generale, che i legami che gli esponenti delle Forze Armate assumevano con l'iscrizione alla Loggia P2 e la «dipendenza» nella quale si ponevano nei riguardi di Licio Gelli venivano a costituire una situazione per la quale esponenti di primo piano del potere militaIe si inserivano attivamente nel progmma e nelle finalità politiche di Gelli e della Loggia P2, finalità difficilmente riportabili al servizio delle istituzioni democratiche quanto piuttosto alle direttive di centri di potere estranei se non ostili ad esse. In definitiva, attraverso loro Gelli e la Loggia P2 erano in grado di condizionare scelte importanti di alcuni settori delle Forze Armate con riferimento ai loro obiettivi politici. Indubbiamente almeno alcuni militari agirono, a volte, anche per interessi personali o parteciparono a traffici illeciti, cui erano interessati direttamente e che riguardavano anche uomini politici ad essi collegati, secondo quanto può desumersi dal coinvolgimento di Giudice, Lo Prete e Trisolini in vicende come quelle attinenti al traffico dei petroli, per le quali pendono vari procedimenti avanti l'autorità giudiziaria. Non si può escludere che anche tali traffici non si esaurissero solo nell'ambito dell'interesse economico di coloro che ne sono stati coinvolti; ma il dato che più interessa ai fini della nostra analisi è quello politico, e a tal fine un episodio meglio di ogni altro illumina questo aspetto della problematica allo studio: la riunione dei generali tenuta ad Arezzo nel 1973. In proposito un dato analitico di estremo interesse è la brevità del preavviso della convocazione che denuncia chiaramente come quella riunione non fu un evento eccezionale, ma si inseriva in una consuetudine collaudata di rapporti e di frequentazioni.

Non è comunque senza disagio che può essere rievocata la convocazione nella sua villa di alcuni generali della Repubblica da