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Camera dei Deputati — 145 — Senato della Repubblica


ix legislatura — disegni di legge e relazioni — documenti



dito dall'esterno prima, occupato dall'interno dopo: la prima come la seconda consumando diverse ma non meno perniciose forme di violenza nei confronti delle istituzioni. Un ordine di concetti, questo, che è stato dal Commissario Covatta incisivamente riassunto con il definire la Loggia P2 un complotto permanente tale infatti esso è, poiché rappresenta un modo sommerso di fare politica che si sviluppa e si plasma in funzione dell'evoluzione della situazione politica ufficiale.

Alla luce di queste affermazioni appare allora spiegata l'ambivalenza del dato relativo al Corriere della Sera.

Quale che fosse infatti la linea politica ufficiale mantenuta dal giornale, !'ingerenza della Loggia P2 si manifestava in un sottile tentativo di riallineamento dell'opinione pubblica, che riporta alla mente le tecniche note della persuasione occulta. Valga d'esempio la serie di articoli inquadrati nell'occhiello « Le cose che non vanno» pubblicati non firmati nel periodo precedente la consultazione elettorale del 1979. Scorrendone i titoli sembra di leggere altrettanti capoversi del piano di rinascita democratica1 , dal quale mutuano l'allarmismo pessimista proprio di tanti documenti della loggia, così lontano dalla critica costruttiva che al sistema rivolge chi in esso tuttavia si riconosce.

Il discorso svolto sul Corriere della Sera ci riporta, con evidente analogia all'analisi precedentemente condotta, sull'informativa COMINFORM, per rilevare come in entrambi i casi abbiamo dovuto esercitare uno sforzo interpretativo che andasse al di là delle conclusioni di primo approccio che i dati sembrano offrire. Questo ci sembra uno dei connotati essenziali dell'intera vicenda della Loggia P2, storia quant'altra mai ricca di ambivalenze e di dati di duplice significato; una storia nella quale apparenza e sostanza dei fenomeni si svelano legate da uno scambievole rapporto di funzionale interdipendenza, una storia nella quale, come ha efficacemente sottolineato il Commissario Mora, assieme ad elementi che avvalorano una tesi, emergono quasi sempre circostanze in grado di giustificare l'antitesi. Il rinvio continuo tra quello che i dati ci sembrano dire a prima vista e quello che in realtà in essi si cela nasconde la prima ragione delle fortune di questo fenomeno altrimenti non spiegabile e cela !'insidia principale di un meccanismo che, con sapiente regia, gioca sull'ambiguità offrendo chiavi di lettura sulle quali innestare, con scontata previsione, inevitabili polemiche il cui unico esito è quello di perdere il significato profondo degli eventi.

Lo sforzo dell'interprete è quindi di non cedere alla tentazione di affrettate conclusioni: noi sappiamo infatti come interpretare questa ambiguità, perché sappiamo che essa rimonta alle scaturigini stesse del personaggio Gelli, a quel suo rapporto con i Servizi segreti che nasce all'inizio degli anni cinquanta e si perpetua lungo l'arco di sei lustri, secondo una logica di continua ma smentita compromissione reciproca.

  1. Confronta: «La giustizia umiliata», «Due decreti non cancellano le colpe dello Stato », «La scuola rotta», «Bisogno di pulizia», «Le piaghe della sanità», «La polizia liquefatta».