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188 IN OCCASIONE DEL PARTO

     Tolta a due fronti e fulgida
     30Del sangue che l’avara Anglia comprò.
E qui vengh’io, non cupida
     Di battaglie e di pianto1,
     Ma inerme e di pacifici
     Studi amica e del canto,
     Che a far piú lieti i talami
     36Di reine al ciel care Ascra2 insegnò.
Da questa cuna, ov’auspice3
     Fecondità s’asside
     E alla pensosa e trepida4
     Donna regal sorride,
     Primo de’ fior5 porgendole
     42La bruna che spuntò nunzia d’april;
Da questa cuna espandesi
     D’alta clemenza un raggio6,
     Che i mesti padri esilara,
     Tolti i figli all’oltraggio
     Di povertà che al misero
     48Chiude le fonti d’ogn’idea gentil7.
Germe d’eroe, che il pubblico
     Vóto già vinse e l’ira
     Placò del fato ausonico,
     Apri i begli occhi e mira8.
     Disse; e tosto spontanee
     54Su i cardini le porte ecco suonar9;
Ecco avanzarsi, ed ilari
     Raggiar10 celesti aspetti;
     E si diffonde un subito
     Odor per gli aurei tetti
     Che numi annunzia11, e insolito
     60Già del petto gli avvisa il palpitar.

    versando questo stato tocca Varsavia e sbocca nel Baltico». Ferr.

  1. 31. non cupida ecc.: non come guerriera, ma come dea delle scienze e delle arti.
  2. 36. Ascra: le Muse. Cfr. la nota al v. 13, p. 40.
  3. 37. ov’auspice: presso alla quale s’asside propizia.
  4. 39. trepida: della propria salute.
  5. 41. Primo de’ fior ecc.: la viola.
  6. 41. D’alta clemenza un raggio: il decreto sui convitti nazionali. Cfr. la nota d’intr.
  7. 46. Tolti ecc.: per veder tolti i figli all’obbrobrio di povertà (Orazio Od. III, xxiv, 42: Magnum pauperies opprobrium), che nega loro di potersi istruire ed educare (ogn’idea gentil).
  8. 49. Germe ecc.: o figlia d’eroe (il Beauharnais) che fu ed è amato da tutti (vinse il pubblico vóto) e colla sua saggia, onesta ed attiva amministrazione placò il fato che sembrava avverso alla felicità d’Italia, ecc.
  9. 53. spontanee ecc.: Virgilio En. VI, 81: Ostia... patuere.... Sponte sua. Cfr. la nota al v. 16 del c. III della Feron.
  10. 55. ilari raggiar: e lieti diffonder luce. Idea consimile a quella di Dante (Par. viii, 70): «Per letiziar lassi fulgor s’acquista, Sí como riso qui».
  11. 59. Che numi annunzia: cfr. la nota al v. 4. — e insolito ecc.: Aver il petto anelante nel parlare, significava essere invasi da spirito divino. Cfr. Virgilio En. VI, 46 e segg.