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LA MUSOGONIA 113

     Quanto lunge dal ciel scende la terra.
     Di pianto in mezzo una fiumana il fende,
     Di ferro intorno una muraglia il serra1:
     E di ferro son pur le porte orrende
     Che Nettuno vi pose in quella guerra.
     I Titani là dentro eterna e nera
     448Mena in volta la pioggia e la bufera2.
Ivi Giapeto si rivolve e Ceo,
     E l’altra turba che i celesti assalse;
     Ivi Gige, ivi Coto e Brïareo
     Cui la forza centimana3 non valse.
     Fuor dell’atra prigion restò Tifeo4,
     Ch’altramente punirlo a Giove calse:
     Su l’ineffabil mostro in giù travolto
     456Lanciò Sicilia tutta; e non fu molto.
Peloro5 la diritta e gli comprime
     Pachin6 la manca e Lilibeo le piante:
     Schiaccia l’immensa fronte Etna sublime,
     Di fornaci e d’incudi Etna tonante.
     Quindi come il dolor dal petto esprime
     E mutar tenta il fianco il gran gigante,
     Fumo e foco dal sen mugghiando erutta7.
     464Ne trema il monte e la Trinacria8 tutta.
Del sacrilego ardir sortí compagna
     Encelado a Tifeo la pena e il foco.
     Gli altri sulla flegrea vasta campagna9
     Rovesciati esalâr di Giove il foco10:

459-64. Su la fronte gli grava Etna sublime E sul petto infocato e crepitante: Quindi come i sospir dal fianco esprime E si contorce e sbuffa il gran gigante, Fumo e foco mugghiando all’aure erutta. (C. ’21). — Fumo e foco dal sen mugghiando erutta. (P.).

467. Gli altri di Flegra su la ria montagna. (C. ’21.).

    VI, 578». Mt.

  1. E di ferro ecc.: «Mi fa scorta Esiodo, il quale vuole che Nettuno abbia messe queste porte di ferro all’ingresso del Tartaro, non per altro, credo io, che per dinotare la profondità delle acque che investono il centro della terra». Mt.
  2. Mena ecc.: È quasi la stessa pena a cui Dante pone i lussuriosi. Cfr. Inf. v, 31.
  3. centimana: È noto che tutti tre questi giganti avevano cento mani.
  4. Fuor ecc.: «È incredibile la dissonanza delle favole sul conto di Encelado e di Tifeo. I poeti, tanto greci che latini, cacciano ora l’uno ora l’altro sotto l’Etna... L’Ariosto seppellisce il primo sotto l’isola d’Ischia, appellandola [XXXIII, 24]:.... lo scolio ch’a Tifeo si stende Su le braccia, sul petto e su la pancia». Seppellisce il secondo sotto il Mongibello [XII, 1]: «Là dove calca la montagna etnea Al fulminato Encelado le spalle». Mt. Il nostro poeta segue Ovidio (Metam. V, 315) e Virgilio (En. III. 578).
  5. Peloro: ora Capo Faro.
  6. Pachino: ora Capo Passero.
  7. Fumo ecc.: Cfr. Dante. Par. viii, 70.
  8. Trinacria: Sicilia.
  9. flegrea... campagna: i campi di Flegra (fuoco) in Tessaglia, ove avvenne la grande finale battaglia tra Giove e i Titani, durata dieci anni.
  10. di Giove il foco: l’anima. Cfr. la nota al v. 17, p. 46.