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A UN ALTRO CRITICO.


   Io non ti vidi mai: tu lo stiletto
Dell’odio nel mio cor vibri, furente;
Ed io taccio, — a tacer da una possente
Inesplicata simpatia costretto;

   E un fremito non ho d’ira nel petto,
E più t’avventi in me ferocemente
E più profondo, più gentil, più ardente
Sento nel sangue l’ostinato affetto;

   E mi sdegno talor, vile mi chiamo,
Cerco un insulto che nel cor ti tocchi,
E vilipendo il nome tuo.... ma t’amo;

   E sovente a te penso afflitto e muto,
E mi trema una lagrima negli occhi
Come al ricordo d’un fratel perduto.