Pagina:Poemi (Esiodo).djvu/240

126 ESIODO

Un corvo annuncia ad Apollo il tradimento di Corònide (123)


E un corvo giunse a Pito santissima, araldo del sacro
banchetto, e a Febo, nume d’intonsa cesarie, le gesta
svelò d’amor furtivo, come Ische, figliuolo d’Elàto
sposata avea Corònide, figlia di Flegia divino.


La punizione di Asclepio (125).

Da Corònide nasce Asclepio che, divenuto sommo nella medicina, abusa della sua scienza, e resuscita un cadavere. Giove, non tollerando che

siano violate le leggi del fato, lo fulmina.


               ...., Degli uomini il padre e dei Numi
salito in ira, giú d’Olimpo scagliò la saetta
fuligginosa, e uccise, sdegnato, il figliuolo d’Apollo.

cirene (128)

Il mito di Cirene è narrato nell’Ode Pitica IX di Pindaro.


O come del Penèo presso all’acque, la bella Cirene
in Ftia dimora aveva, che bella era come le Grazie.


la patria d’antiope (132)


O come la beota Iría nutricò la fanciulla.


il santuario di dodona (156)


Evvi una terra Ellopia, di pascoli pingue e di campi,
opulenta di greggi, di bovi dal pie’ trascicante.
Uomini vivono qui, di pecore ricchi e giovenchi,
innumerabili, fitte progenie di genti mortali.