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142 il giaurro

De le lor grotte di coràl, tremanti
Bisbigliarne neppur’osan coi flutti.



Come, allor che in Oriente è primavera,
400La farfalletta dai purpurei vanni,
Bella regina degl’insetti sorge,
E sui prati dipinti di smeraldi
Il fanciullin di Cassimiro adesca
Perchè l’insegua, e d’uno in altro fiore
405A lunga caccia, ed a perduti stenti
Lo tragge, fin ch’alto volando il lassa
Con petto ansante, ed umida pupilla;
Così con ali allettatrici, e preste,
Di fulgenti così colori adorna,
410Fatto garzon,11 Beltà il seduce a impresa
D’inutili speranze, e di timori.
Fatale impresa cui tentò follìa,
Che nel pianto si compie, ancor che vinta
Sempre infelice, che di pari affanno
415E l’insetto, e la vergine circonda,
E, qual più brami, di fanciul trastullo,.
O ardor d’incauta giovinezza, ognora
Vita è di pene, e di smarrita pace!