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Ajala in atto di scuotere le mani, pallido, gonfio in volto: — Rovini due case: la tua e la mia! — Vedeva tal’altra la suocera (fin dal primo giorno del fidanzamento tanto buona con lui) scarmigliata, disperata, e Marta piangente, con la faccia nascosta, e Maria quasi istupidita, che mormorava: — Chi ci ajuta? chi ci ajuta?

Così Rocco, il giorno in cui seppe che la conceria era messa all’incanto, facendosi violenza, si recò lui per primo dal padre a proporgli — cupo, senza guardarlo in faccia — di acquistarla per conto suo.

— Tu sei pazzo! — gli rispose il Pentàgora. — Neanche se me l’aggiudicassero per tre bajocchi. Poi, guarda: fin qui t’ho lasciato fare: denari, adesso, me ne hai buttati via abbastanza. Non son rena! Anche la carità? Non è affar mio, lo sai. Nojaltri, di corna negoziamo.

E lo lasciò in asso.