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strada a 20 metri fino al Tevere si è quello di allargare la via dei Banchi, fra il Banco San Spirito e la piazza di ponte Sant’Angelo; allargamento che non figurava nel primitivo piano regolatore. Dovrà esso praticarsi sulla sinistra di chi si dirige al ponte, perchè si toglierà così il difetto attuale dell’asse della strada, che non coincide col mezzo del ponte e della Mole Adriana. Ma ciò obbliga a tagliare il prospetto del palazzo Niccolini, ora Amici, architettato dal Sansovino. Fortunatamente l’andito assai lungo fa sì che non si tocchi la corte, e la facciata dovrà essere ricostruita più indietro colle stesse pietre e decorazioni, e con identico disegno. Massima questa da seguire ogni volta la necessità obblighi a tagliare edifizi di buono stile, come ad esempio il detto palazzo Niccolini, e il palazzo Manfroni ora Lovatti incontro alle Colonne di Massimo, il quale si ritiene come unica opera in Roma disegnata da Leone Battista Alberti.

Occorre in fine avvertire, che la via Nazionale, giunta presso il Palazzo Braschi, ha una breve diramazione, per piazza Agonale. Ciò si fa mediante l’allargamento della via della Cuccagna; lo che impegna a raccorciare la chiesa di S. Pantaleo, e a dimidiare il palazzetto Torres, ora Lancellotti, opera di qualche pregio dell’architetto Pirro Ligorio. La Commissione non ha mancato di studiare, se vi era modo di altro collegamento più facile fra la grande arteria e piazza Agonale; ma ha dovuto convincersi che nessuno risolveva bene il problema, come la via della Cuccagna. D’altronde la chiesa di S. Pantaleo non ha merito artistico, ed arretrando la facciata colla soppressione della prima cap-