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XXXVI.


OTTOBRE





Un lenzuolo di nebbia avvolge il cielo,
     E la pioggia minuta e lenta cade;
     Le colline lontane han messo il velo,
     4E di fango si coprono le strade.

Piangono come vedove le biade,
     E l’elegìa, battendo stelo a stelo,
     Addormenta le selve e i nidi invade,
     8I nidi pieni di piume e di gelo.

Che narrano le goccie ai bruchi erranti?
     Alle buccie che dice il vento fioco?
     11Oh nelle tombe scheletri grondanti,

Oh beltà, robustezze, a poco a poco
     Scioglientisi coll’acqua, e vegetanti!... ―
     14E la gente sonnecchia intorno al foco.