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l’attuarlo vi disconfortino, chè il carattere dei Friulani non fu mai la pusillanimità. La vostra volontà, la protezione vostra, può affrettare il compimento dell’ampio sterrato su cui verrà poi erigendosi l’edificio della storia Friulana. Noi non siamo gli architetti, noi ne siamo soltanto i manovali. Deh! voi che siete arbitri e fautori, ajutateci ancora ad incarnare il pio disegno.

La luce di quest’Accademia riverberi sulle spente memorie della Patria, e le Antichità nostre risorgano, e il medio evo friulano splende una volta, ed occupi il posto che gli si addice frammezzo alle altre Italiane Repubbliche. Me via, che non si spenga il caldo desiderio; che non si aspettino altre onde di tempo, le quali vengano a sommergerne le preziose reliquie. Non si dorma, deh no, da chi ha la santa vocazione di vegliare alla gloria del proprio paese! La vostra voce autorevole risvegli i dormigliosi, almeno tanto quanto fa di bisogno perchè si accorgano di avere una patria da illustrare, e faccia risuonare alle loro orecchie quell’acuto rimprovero col quale Tullio condannava all’infamia la memoria di Curione, dicendo che nullam memoriam antiquitatis collegerat. Rammenti loro che come il sentimento di patrie è stimolo a nobili fatti, così il disprezzo delle domestiche glorie è semenza di dappocaggine e di viltà; giacchè non prius laudes contempsimus, quam laudanda facere descrivimus.

E' un dovere generale dell’uomo, è particolare del Cittadino, è particolarissimo dell’Accademico, quello di tramandare ai Posteri viva la favilla di civiltà ricevuta degli Avi. Inter se currentes vitam et lampada tradunt, dicea Lucrezio intorno alla trasmissione della vita civile da un popolo all’altro, dall’Egitto alla Grecia, dalla Grecia