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DI PLINIO A TRAJANO. 67

ben larga prova ne fanno, che non dal ben pubblico, ma dal privato interesse, dall’assoluto capriccio, dalla stolidità, e dalla insania stessa per anco, dettate elle sono.

Era il romano popolo in quei felici tempi sagace conoscitor de’ suoi dritti, difensore acerrimo d’essi, generoso emulatore delle patrizie virtù, ferocissimo in guerra, in pace mitissimo, religioso osservator degli Dei, parco nel vivere, operante sempre, ed amator della gloria; ma, con avveduto discernimento, ogni gloria riponea nella libertà della patria. Il popolo, che ora di romano si gode, non meritandolo, il nome soltanto, in ogni crapola nei più sozzi vizj ed eccessi ingolfato, novelli dritti creati si ha; immemore in tutto degli antichi: non libero, divertito ei vuol essere: le ricchezze, già dai tiranni