Pagina:Oriani - Il nemico.djvu/49

34

gera indisposizione, e pregato il sergente di guardia, che andrebbe a cambiargli il piantone, di chiedere una tazza di brodo. Eravamo sicuri che la domanda sarebbe stata esaudita dal direttore perchè Rodion deve essere impiccato posdomani.

Olga si fermò: la voce le tremava, il suo bel viso pallido, un po’ slavato, si velò improvvisamente di dolore; parve che un nodo le stringesse la gola.

— Tira via, Olga, le disse a denti stretti Ossinskj che, allungati i gomiti sulla tavola fra i bicchieri, colla faccia sopra ambe le palme, le divorava convulsivamente sul viso quel racconto.

— È stato inutile: il disegno era questo. Elia Romanovich avrebbe offerto a Rodion, come per compassione, anche una piccola bottiglia di vino; Rodion ne avrebbe versato prima un bicchiere al piantone, poi un altro al secondino, deponendo la bottiglia e fingendo di volerne bere il resto dopo la tazza di brodo; nel vino ci sarebbe stata una forte dose di cloralio. Quindi Elia Romanovich avrebbe aiutato Rodion a mettersi gli abiti del secondino caduto addormentato come il piantone: sarebbero usciti dalla cella. Elia sarebbe disceso giù alla portineria; sulle dieci il picchetto è tutto nella stanza di guardia, a fianco della porta, e giocano. Elia avrebbe detto forte al sergente, schiudendo l’uscio: usciamo con Ivano Gravilitich a prendere dei sigari e della vodka. La sentinella avrebbe aperto senza sospetto, fuori nella strada....