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— Nessun russo.

— E i nostri morti, i soli martiri moderni?

— Tu credi ingenuamente che l’Europa ci ammiri, perchè in trenta attentati siamo finalmente riusciti ad uccidere un Alessandro II? Noi valiamo meno degli antenati di Ogareff: essi uccisero più di uno Czar senza tanti sforzi, con un complotto di palazzo. Intanto chi salva Rodion?

— L’epoca dei martiri non è ancora passata.

— Rettorica.... Chi non vince ha torto. Lasciamoli alle religioni i martiri, buoni per farne dei santi quando arrivano finalmente coloro, che vincono. La Russia è vile.

— Più della China, proruppe Ogareff. Nessun popolo ha per il proprio tiranno la fede del popolo russo, ed è un popolo già socialista nelle proprie istituzioni. Perchè congiuriamo? Pel popolo no certo.... almeno io. Io odio lo Czar e l’aristocrazia, che lo sostiene, non amo un popolo, che adora il proprio tiranno e serve a tutti.

— Bisogna educarlo, disse Boris Slotkin.

— Ufficio di pedanti: preferisco ritentare l’impresa di Rodion. Egli ha sbagliato lo Czar perchè il revolver gli ha tremato nella mano.... Forse era troppo freddo quella mattina, aggiunse ironicamente.

— Sei tu adesso, Ogareff, che fai della rettorica; ma il silenzio stesso del popolo russo fra il garrito di tutte le nazioni europee non dice abbastanza che il mondo moderno non ha che