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Don Giovanni Verità 33

Gladstone in Inghilterra, Bismark in Prussia, Frère Orban nel Belgio, Gambetta in Francia mostrarono nelle combinazioni parlamentari e diplomatiche un ingegno e una scienza certo non inferiore alla sua.

La rivoluzione italiana però rimase e rimarrà eternamente incarnata in Garibaldi e in Mazzini: Ercole e Prometeo, tanto maggiori oggi di quanto il mondo antico greco è inferiore al mondo moderno.

E il comizio finì freddamente.

Me ne ricordo: il pubblico era accigliato, quasi triste.

Aveva veduto il volto di Garibaldi in un ritratto, non aveva sentito l’anima di Garibaldi in nessuno di quei discorsi che avevano durato quasi due ore.

Don Giovanni era dileguato fra la folla.

Non lo vidi più.

Quella notte dopo la sua morte, ritornando dal caffè, pensai lungamente a Don Giovanni. La sua villica e schietta figura mi si presentava al pensiero in tutti i racconti della sua vita. Lo vedevo cinto di contrabbandieri trafugare ai confini della Toscana i rivoluzionari romagnoli, vestito di una piccola giacca col fucile sulle spalle: lo vedevo prete al letto dei malati, al banco degli sposi, agli altari delle chiese: lo ritrovavo cacciatore sui monti col gabbione sulle spalle, a sera innanzi la piccola casa