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LIBRO PRIMO 73

di schiatta persiana e lor duce, pervenuto su quel dei Persarmeni, e tre giornate di cammino lunge da Teodosiopoli, disponeva l’attacco.

II. Doroteo, uom prudentissimo ed assai versato nell’arte guerresca governava a que’ dì l’Armenia, e Sitta1, duce altre volte delle truppe bizantine, presedeva all’esercito. Or questi, udito l’arrivo de’ nemici nella Persarmenia, spedirono due cavalieri astati a indagarne il numero e gli apparecchi, i quali introdottisi di soppiatto nel campo de’ barbari, ed il tutto con molta diligenza esplorato, eran già per tornarne, quando scoperti dagli Unni, tale di essi per nome Dagaris fu preso e messo ne’ ferri; l’altro però, avuto mezzo alla fuga, venne indietro, e fedelmente riferì ogni cosa per lui spiata.

III. I condottieri allora commisero alle truppe di armarsi e di marciare alla volta del nemico, il quale sorpreso del repentino assalto abbandonò ogni pensiero di resistenza, e non attese che a sottrarsi dal pericolo: i Romani pertanto fattone massacro e dato il sacco alle tende raggiunsero nuovamente i loro quartieri.

IV. Lo stesso Mermeroe di poi riunite tutte le sue forze entrò nel suolo de’ Romani accampati presso del lago Ottoben, lunge stadii cinquanta da Satala, citta-

    gio le truppe e di terrore il nemico. Ben molte delle sue battaglie terminarono con splendidissima vittoria, pruova incontrastabile di quanto e’ valesse in campo (V. Agazia, lib. ii).

  1. V. cap. 12, § 4.