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Parte prima, libro I 19

     Tolta all’errante padiglion paterno,
     E felici viveano. Appo una fonte
     La vide un dì; giallo incombeva il sole
     200Su l’ampia valle; era deserto il loco,
     E la sete e l’amor gli arsero il petto.
     Trepido il core ei le si fece appresso,
     E d’un sorso la chiese. Ella sul breve
     Sandalo stette; all’abbagliante arena
     205I grandi occhi piegò, mentre la colma
     Idria con fermo braccio e cor gentile
     Al sitibondo peregrin porgea.
     Ei chinatosi alquanto, al fresco umore
     Dava le labbra, e gli occhi avidi a lei,
     210Tal che senso di baci avean quell’acque;
     Poi le disse così:
                              Certo non senza
     Voler del Cielo oggi incontrarne è dato;
     Dell’onda schietta, che il mio sen ristora
     215Infiammato dal Sol, grazie ti rendo;
     Ma tale un’altra fiamma in cor mi desti.
     Che dal sole non nasce, anzi dall’alta
     Bellezza tua; ne ad ammorzarla in parte
     L’acqua d’Eufrate bastería, mi penso.
     220Chi sei tu? Da cui nasci? Altro io non cerco
     Di te che il nome e la tribù: che assai
     Beltà possiedi me lo dicon gli occhi;