Pagina:Olanda.djvu/295


HAARLEM. 283

è ancora, come per l’addietro, uno specchio fedele del paese, una pittura originale e modesta, piena di mestizia, di dolcezza e di pace. Vicino al bosco si trova il giardino del signor Kvelage, ch’è il più famoso vivaio di tulipani dell’Olanda.


Questa parola «tulipani» rammenta una delle più strane follie popolari che siano mai state al mondo, la quale si manifestò in Olanda verso la metà del secolo decimosettimo. Il paese, in quel tempo, aveva raggiunto il colmo della prosperità: all’antica parsimonia era succeduto il fasto; le case dei ricchi, ancora modestissime sul principio del secolo, s’erano trasformate in piccole reggie; il velluto, la seta, le perle avevano sbandito la semplicità patriarcale del vestire antico; l’Olanda s’era fatta vana, ambiziosa e dissipatrice. Dopo aver riempito la casa di quadri, di tappeti, di porcellane, di oggetti preziosi di tutti i paesi dell’Europa e dell’Asia, i ricchi negozianti delle grandi città d’Olanda cominciarono a spendere somme considerevoli per ornare i loro giardini di tulipani; il fiore che risponde meglio d’ogni altro a quell’avidità innata di colori vivissimi che il popolo olandese manifesta per tanti segni. Questa ricerca dei tulipani ne promosse rapidamente la coltivazione; da ogni parte s’apriron giardini, si fecero studi, si cercarono nuove varietà del fiore prediletto; in breve tempo fu una gara generale; da ogni parte pullularono tulipani non mai veduti, di forme bizzarre, di sfumature ignote, di combinazioni di colori inaspet-