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minor noja e maggior chiarezza combattere i pregiudizj del volgo in questa materia.

L’epoca della rinnovazione dell’appalto delle finanze, fu pur quella in cui Verri diede principio alla sua pubblica carriera. Scadeva col 1765 il novennio della Ferma generale1. Perciò l’Imperatrice mentre volle che nel nuovo appalto il regio erario fosse interessato per un terzo, ordinò pure che si radunasse una Giunta di ministri coll’incarico di compilare i capitoli dell’appalto e la tariffa de’ dazj. Col dispaccio 24 gennajo 1764, portante queste disposizioni, venne pur Verri nominato alla carica di Consigliere presso la Giunta stessa con voto deliberativo.

Concorse a determinar questa sua nomina non

  1. “La Ferma generale ha avuto principio nel 1750 per opera del generale Pallavicini ministro plenipotenziario, il quale abolì i separati appalti delle Regalie del sale, tabacco, polvere, ec., e riunendole in un sol corpo le affidò ad una compagnia di Bergamaschi che avevano poco o nulla al mondo, ma che affrontarono arditamente la fortuna. Essi pagavano alla Camera cinque milioni all’anno, e ne ritraevano di netto prodotto sei milioni e mezzo, onde cento mila annui zecchini ne avevano di profitto dal solo negozio. Dico dal solo negozio, perchè indirettamente poi essi avevano poste tali angarie alla filanda delle sete, che buona parte della raccolta de’ bozzoli del paese cadeva nelle loro filande che erano sparse nello Stato, e comparivano col nome di supposti proprietarj. Oltre di che essi ne ritraevano molti altri proventi incalcolabili; e così si fecero grandi e doviziosi.„ — Verri, in una Memoria inedita.