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parte prima 23

Di un miracolo di san Bernardino da Siena

operato in Prato, e di una tradizione che

si ricollega alla storia della nostra chiesa.


Nella parete esterna della chiesa di San Pier Forelli accanto alla porta maggiore, leggevasi questa memoria1:


D. BERNARDINO SENENSI QVI PRAE
FORIBVS HVIVS ECCLESIAE CONCIONEM
HABVISSE TRADITVR MONVMENTVM
HOC POSVIT
VINC. XYST. TROIANI RECTOR A. D. MDCCVI.


E questa tradizione si trova ricordata in un decreto del vescovo Bassi, di cui in appresso sarà fatta parola.

Alcuni biografi di san Bernardino narrano, come dopo aver predicato in Volterra l’avvento del 14242, passasse nella vegnente quaresima ad annunziare in Prato la parola di Dio, e a diffondere la devozione al santo Nome di Gesù, ch’egli portava in una tavoletta dipinto con le sue propie mani. Volendo dopo le feste della pasqua partirsene, grande fu la calca del popolo, desideroso anche una volta di vederlo e di riceverne la benedizione. Quando ecco3 in quella calca gettarsi un toro infuriato, che dopo avere investito e rovesciato a terra parecchi, uccide su gli occhi de’ genitori il giovinetto

  1. Ora si vede murata sopra la porta del chiostro, poco distante dal luogo di prima.
  2. Calendario Pratese, anno V, pag. 161. Descrizione della Cattedrale di Prato, pag. 151.
  3. L’anonimo autore della Vita post corporis translationem composita, che si legge nel tomo V degli Acta Sanctorum dei Bollandisti, dice avvenuto questo miracolo inter primam et secundam ianuam portæ Sanctæ Trinitatis.