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24 Neera


aveva ricorso ai pianeti colla sorte che doveva toccare ad ognuna, maritata, vedova o zitella; ed alle noci dorate, coi numeri del lotto per quelle che non si aspettavano più altro.

Invano. Le donne gli restavano nemiche, il suo commercio languiva, la sua mercanzia prendeva la muffa, per niente altro se non perchè egli era antipatico alle donne. Perchè poi? Mah!

Tutto sta a nascere fortunati — pensava egli ancora.

Una donna però gli ci voleva a qualunque costo. I suoi poveri stracci non stavano più insieme ed era stanco alla fine di dormire sempre sui fienili o nelle stalle, mentre ogni cristiano ha il suo letto, per male che gli avvenga.

Una buona donna — tornava a pensare — non bella e non giovane... ci mancherebbe altro! Così, una compagna per la vecchiaia, qualcuno a cui dire, quando l’istante fosse giunto: Sto per morire. E sentirsi chiudere gli occhi in pace.

Continuando a pensare, colle tasche in mano, attraverso i buchi delle quali le dita giocavano a rimpiatterello, egli si ricordò della vedova di un suo camerata, onesta femmina per l’appunto, che stentava la vita con cinque figliuoli, lavorando allegramente da mattina a sera, forte come un uomo.

Questo era stato il preludio, come sarebbe a dire la sinfonia preparatoria dei quindici giorni