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Il merciaiolo ambulante 23


nessuno se ne curava — dunque anch’egli non si curava di nessuno.

Poco doveva mancare ai cinquant’anni, ma come si fa a saperlo precisamente quando non s’è conosciuto nè babbo nè mamma, e non si ebbe mai nè casa nè tetto e gli anni passarono a guisa di gragnuola sul capo? Infine, se si fosse deciso al gran passo, era un’occasione per venire in chiaro anche di ciò.

Certo il difficile stava nella scelta della sposa. Egli non aveva molta pratica di donne, anzi era questo il punto debole per cui aveva subìte tante canzonature dalle ragazze del paese, prima, dai compagni di caserma poi.

Anche adesso che, incapace di qualsiasi altro mestiere in causa di quegli sciagurati reumi, girava di villa in villa colla scatola delle mercanzie, le donne non lo accoglievano volentieri. Con lui non avevano mai bisogno di nulla, s’erano già provviste altrove.

Invano egli recava fazzoletti stampati a ghirlande che parevano vere; pettini d’osso, di legno, d’ottone; specchietti con cornice di latta che simulava l’argento tal quale; elastici e giarrettiere di cotone verde, forti, resistenti a qualsiasi tenzone; spilli colla capocchia dai cento colori; ferri da calza; ditali; agorai dalle forme strane e svariate dall’ombrello allo stivale, fino al cilindro con un forellino nel mezzo, in cui si vedeva la madonna dei sette dolori. Da ultimo