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Quanto a Lydia, ella non ci vedeva malizia alcuna. Le era sempre piaciuto molto a giocare, a divertirsi, a ridere, a sfogare infine come poteva la vivacità grandissima del suo temperamento. Gigi le rammentava una quantità di corse nel bel parco ombroso della sua villa, molte partite al volante, e delle risate senza fine. Lasciò che le amiche lanciassero i loro frizzi, ignorante ancora del male che fanno queste freccie invisibili, e continuò a guardare il cadetto di marina, finchè questi se ne accorse, e riconoscendo lui pure la compagna de’ suoi giuochi, venne a salutarla.

Lydia, tutta ridente, gli tese la mano, e stava per dirgli: — Come ti sei fatto alto! Ma il contino, serio, la chiamò all’etichetta dicendo:

— Come sta, signorina?

Lydia si ricompose subito, stringendo le labbra, abbassando per metà le palpebre e il tono della voce: