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Dopo alcuni giorni, non avendo concluso nulla, decise di lasciare anche quel biglietto senza risposta.

Coll’insistenza di Emanuele ritornò in Maria la paura di trovarsi sola con lui — o meglio che paura un senso di noja e di irritazione — ma per fortuna non sembrava che questo dovesse essere probabile, perchè era venuta a Milano la nutrice col bambino, i quali riempivano la casa.

Sofia poi, che era guarita perfettamente, stava in moto dalla mattina alla sera, correndo dietro al piccino di camera in camera, ora per baciarlo, ora per provargli una vesticciuoia; si nascondeva dietro agli usci facendo: bau! con risate clamorose, divertita da quel nuovo passatempo.

Le poltrone erano seminate di cuffiette e di bavettine, le finestre di pannicelli; dagli usci sempre aperti passavano colle folate di vento primaverile gli strilli dell’erede, e la ninna-nanna