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ripida via che ci mena al bel borgo di Fondo, patria dell’illustre oratore e poeta Niccolò Inama, come Brez, che lasciammo sulla destra, il fu del Padre Ruffini chiamato tra i Cappuccini il Padre Giovenale: scrittore a’ suoi tempi di grido, Definitore dell’Ordine e Visitator generale nelle Fiandre. Gente colta, allegra e cortese ci accoglierà gentilmente, e ci farà udire il gradevole concerto di otto campane assai celebrate. Il luogo è alto, il clima vi è rigido, non vedi nè viti nè gelsi; ma da Merano, da Bolzano e da Trento vi si conduce tutto ciò che puossi desiderare. È in grave errore chi crede che nell’alta Naunia, ove i principali prodotti e quasi gli unici sono il frumento e la segale, si viva male. Ci si vive forse meglio che altrove. Commercio attivo vi si fa col grano, colle legna, col bestiame. E ciò io voglio avere detto non solo della parrocchia di Fondo, ma di quelle ancora di Sarnonico, di Romeno, di Coredo, di Smarano, come pure delle ville Tres e Vervò.