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Gressoney (= das Krämerthal) attraverso il Monrosa, datano appunto dal XIII secolo.

Due fatti meriterebbero ancora di essere chiariti e conosciuti: ossia di quanto fosse in media più elevata la temperatura e minori le precipitazioni nel periodo anteriore alla metà del XVI secolo e di quanto fosse più elevato allora il limite inferiore del nevato e per conseguenza il limite superiore del bosco e della vita vegetativa in genere.

Anche a questo proposito non possiamo procedere che per confronti. Dalle citate ricerche da me condotte sulle variazioni del ghiacciaio del Lys e della temperatura e delle precipitazioni al Gran S. Bernardo per il periodo di 113 anni, è risultato che la temperatura dei periodi caldo-asciutti si mantiene di pochi decimi al di sopra della normale, ed un po’ di più, talora anche di mezzo grado, al di sotto della medesima nei periodi freddo-umidi; mentre la differenza netta quantità delle precipitazioni fra i due periodi si aggira su una media annuale di circa 300 mm.

In linea approssimativa si può ritenere che valori (beninteso medi) in più e in meno dello stesso ordine di grandezza, e quasi certamente non superiori, siano stati sufficienti per determinare le sensibili differenze climatiche intercorse fra il periodo anteriore alla metà del XVI secolo e quello successivo.

Per quanto riguarda il limite inferiore del nevato diremo che, in base alle sopracitate ricerche sul ghiacciaio del Lys, tale avrebbe subìto tra i due massimi del 1821 e del 1921, un innalzamento medio di 70 m., valore press’a poco uguale a quello trovato dal Castiglioni [13] per il ghiacciaio del Malavalle. Invece il dislivello assoluto tra le rispettive altitudini degli estremi linguali, nei predetti due massimi risultò precisamente di 160 m.

Sollevamenti sensibilmente superiori debbono aver caratterizzato il periodo anteriore alla metà del XVI secolo. Abbiamo già veduto che il limite superiore del bosco dovette essere più elevato non meno di 300 m. Tale valore deve considerarsi come un minimo assoluto perchè si ha ragione di credere che in realtà il limite climatico sia stato ancor più elevato.

Naturalmente ammettendo dei sollevamenti di un così elevato ordine di grandezza ne conseguirebbe che ad esempio i ghiaccia avrebbero presentato rispetto al presente una riduzione tale da rimanere perplessi. Eppure una così forte riduzione non deve stupire nè dev’essere punto giudicata come un’ipotesi da relegarsi fra le leggende come si usa fare delle tradizioni dei nostri montanari, se si pensa che alcuni ghiacciai dell’Islanda nel solo periodo dal 1844 al 1915, ossia nel corso di poco più di 70 anni, hanno ridotta la loro superficie di 300-400 chilometri quadrati!

Il prof. Keilhack [54] ha potuto stabilire in base a successivi rilievi che la riduzione del ghiacciaio di Glama, il quale nel 1844 aveva una superficie di 410 kmq. «è giunta al punto che il vertice culminante di quota 920 e ri-