Pagina:Monete del Piemonte inedite o rare - supplemento.djvu/23


21

questo feudo il diritto di terza cognizione nelle cause civili e criminali, e indi da Clemente X con bolla delli 11 ottobre 1670 la sua erezione in principato. Però non essendo ancora di tali favori soddisfatto, instò presso questo pontefice ed ottenne li 28 marzo 1673 il più di tutti ambito, quello cioè di poter battere tam aureas quam argenteas et cuiuslibet alteriui solitae materiae monetas, sub nomine principis, alias tamen sub imagine, insigniis et auspiciis dictac Sedis Apostolicae (Documento II).

Il nuovo principe volendo godere di questo regal diritto, qualche tempo dopo fece eseguire vari bellissimi conii per monete d’oro e d’argento, senza che si conosca se altre abbia fatto battere ad eccezione del primo metallo, e delle quali una sola vidi disegnata, che credo bene di ripetere; essa venne dall’Appel1 messa sul frontispizio del volume terzo, e descritta a pagina 64 col N° 217 tra quelle dei Belgioioso, notando che cosi l’aveva veduta in un catalogo di Norimberga del 1786, ma che le parole Belg . Prin . gli lasciavano molti dubbi circa la sua vera classificazione.

Questa moneta, che dovrebbe pel suo diametro esser un quadruplo dello scudo d’oro, e che ora presento con miglior disegno (T. III, N° 32), ha nel diritto il busto del principe con lunga capigliatura e con sotto fra dne piccole stelle un cuore, segno dello zecchiere, ed attorno I . A . PVT . CFST . ET . BELG . PRIN ., cioè Iacobus A PVTeo CISTernae ET BELGuardi PRINceps, e nel rovescio uno scudo sormontato da corona fiorita ed aperta, e partito 1 e 4 di un pozzo sostenuto da due draghi alati ed affrontati, 2 e 3 d’un’aquila ad un testa e coll’ali aperte, e nel centro in uno scudetto ovale sei stelle, con attorno al tutto ii motto allusivo al nome del casato QVI . BTBET . SITIET . ITERVM . 1677.

Osservabile è in questo pezzo l’ommissione dei distintivi prescritti nel breve pontificio come feudo ecclesiastico, cioè il padiglione e le chiavi, e che nella leggenda al nome della Cisterna si aggiunse quello di Belriguardo, il quale non trovasi nominato nelle antiche investiture e che pare messovi per ostentazione, stantechè questo castello, sito già presso l’altro suddetto, da tempo antico più non

  1. Repertorium zur Munzkunde des Mittelalters und der neuern Zeit. Wien, 1824