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asserzionedel Vasari, del Ridolfi, del Zanetti, e degli altri principali Scrittori intorno ad esso, i quali Veneziano lo dicono.

(109) Quando questo pittore non sia Giannetto Cordegliaghi, altrimenti detto Cordella, scolare di Giovanni Bellino, mentovato con lode dal Vasari nella Vita di Vittore Carpaccio (T. IV. p. 318.), e conosciuto per opere dal Boschini e dal Zanetti riferite; io non veggo chi egli si fosse. Qui è detto (forse con qualche confusione) Zuan del Zannin Comandador; ma in appresso si chiama ora Zuanne del Comandador, ora Zannin del Comandador, facilmente presa tal denominazione dall’uffizio che il padre di lui nella Curia Ducale esercitava.

(110) Sebastiano Serlio famoso Architetto e scrittore dell’arte qui s’addita, il quale di avere soggiornato anche in Venezia più indizii nell’opera sua d’architettura ha dati. Nel quarto libro al Capo dodicesimo scrive d’aver ordinato il cielo della grande e copiosa Libraria nel palazzo di questa inclita città di Venezia al tempo del Serenissimo Principe Messer Andrea Gritti. Aggiunge il Conte Fantuzzi negli Scrittori Bolognesi, indotto in errore da altri (T. VII. p. 402.), che questa soffitta dura tuttora, ed è lodata da ognuno. Non è così. Intende il Serlio un soffitto di legname col suo disegno eseguito in una sala del palazzo Ducale, in cui li Codici del Card. Bessarione erano riposti, prima che l’odierna fabbrica della Libreria dal Sansovino fosse costrutta, nella quale il soffitto è ben altra cosa da quello del Serlio; e questo perì nell’incendio del 1574, per cui quella sala con altre del palazzo pubblico rimase abbruciata.

(111) Copioso spoglio di preziose suppellettili

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